Mario Draghi usa la Golden Power e stoppa i cinesi sul fotovoltaico italiano


Da quando Mario Draghi è Presidente del Consiglio ha già bloccato tre acquisizioni di realtà italiane da parte di aziende cinesi. L’uso della cosiddetta “Golden Power” ha lo scopo di salvaguardare gli assetti proprietari delle società operanti in settori reputati strategici e di interesse nazionale.

L’ultima decisione in tal senso, come riportato da Reuters, riguarda la Applied Materials Italia, ex Baccini Spa, di San Biagio di Callalta (Treviso), operante nel campo fotovoltaico e quindi del silicio cristallino. Il governo ha bloccato il tentativo di Zhejiang Jingsheng Mechanical di formare una joint venture con il ramo di Hong Kong di Applied Materials per l’acquisto del business italiano di Applied Materials.

La decisione, secondo quanto riferito a Reuters due fonti governative, è stata presa in una riunione il 18 novembre. Il ministro Giancarlo Giorgetti aveva raccomandato il veto, sostenendo che l’acquisizione avrebbe potuto avere conseguenze nel settore strategico dei semiconduttori. Secondo l’agenzia, la joint venture aveva anche l’obiettivo di acquistare la divisione di Applied Materials che produce wafer a Singapore.

Draghi aveva già usato la “golden power” nell’aprile scorso per bloccare l’acquisizione del 70% di LPE spa, azienda lombarda che opera nel settore dei semiconduttori, da parte del gruppo cinese Shenzen Investment. Il governo italiano l’ha ritenuta di importanza strategica in un periodo in cui i semiconduttori appaiono come il nuovo petrolio. Per questo motivo Draghi e Giorgetti stanno sgomitando per ottenere un investimento nel Paese da parte di Intel.

Diverso il destino invece per il più grande impianto produttivo del Regno Unito, finito in mano cinesi.


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