Incidenti sul lavoro, in Sardegna muore un operaio



Ventitré anni da compiere tra meno di un mese. Ma il suo compleanno non si festeggerà perché Roberto Usai è morto questa mattina da operaio, nell’ennesimo incidente mortale sul lavoro. È successo questa mattina nel sud Sardegna, alla periferia di Isili – paese di 2mila abitanti – in cui il ragazzo viveva e appunto lavorava. Durante il proprio turno è rimasto schiacciato, con un trauma alla testa e lesioni alla braccia, da un macchinario che realizza prefabbricati, travi in cemento.

Nel capannone nella zona Perd’e Quaddu con lui c’erano altri quattro colleghi della Demuro srl, la ditta locale per cui Roberto Usai lavorava da circa due anni. Erano le nove di mattina, subito è scattato l’allarme: è stato chiamato il 118, ma al loro arrivo il ragazzo – secondo le prime ricostruzioni – era già deceduto. Allertati anche i carabinieri della compagnia di Isili, guidati dal capitano Elias Pasquale Ruiu, e i tecnici dello Spresal (Servizio prevenzione e sicurezza sul lavoro) di Cagliari, impegnati fino al primo pomeriggio sul luogo dell’incidente per ricostruire con maggiori dettagli la dinamica e l’esatta causa della morte. Intanto il corpo di Roberto Usai è stato trasferito al Policlinico di Monserrato per l’autopsia disposta dalla Procura di Cagliari.

Due le giornate di lutto cittadino: una per oggi e l’altra per la data del funerale, quando ci sarà. Lo ha disposto il sindaco di Villanovatulo, Alberto Loddo. Al telefono tradisce sconforto e profonda tristezza: “Al di là della carica che ricopro, sono stato suo allenatore di calcio. Era un ragazzo solare, ben inserito, giocava nella nostra squadra, ballava nel gruppo folk e organizzava eventi culturali. È una perdita gravissima per tutta la nostra comunità, poi sul posto di lavoro..”. Ha appreso della sua fine attorno alle 10, da un’amica in comune della famiglia, Roberto Usai lascia padre, madre e una sorella maggiore. Sul suo profilo Facebook, quello di un ventenne, il cordoglio di amici suoi coetanei e la rabbia per una morte “ingiusta”. Il presidente dell’Anci Sardegna, Emiliano Deiana, ha rilanciato con un post: “Non si può morire sul lavoro. Non si può morire a 22 anni. Basta morti e incidenti sul lavoro!”.

E da Roma la deputata sarda Romina Mura (Pd), presidente della commissione Lavoro attacca: “Sconforto e infinita desolazione, ma anche un’indignazione civile che non va trattenuta. Diamo solidarietà, stringiamoci a chi ha voluto bene a questo giovane che ha avuto spezzata la sua vita nel pieno delle speranze, ma sentiamoci tutti chiamati a rispondere di questo orrore: il lavoro uccide, ancora e senza tregua. Oggi è accaduto in Sardegna a una manciata di minuti dal mio paese natale, mentre in Brianza un uomo si è ferito gravemente mentre lavorava”. 



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