Scuola, tracciamento flop. Entrano in campo 11 laboratori della Difesa


Undici laboratori di biologia molecolare della Difesa già presenti in otto Regioni, in grado di processare tamponi molecolari effettuati a domicilio da team mobili militari, oltre al possibile dispiegamento di due laboratori mobili. È parte del piano di intervento di screening riguardante le scuole chiesto dal premier Mario Draghi al generale Francesco Paolo Figliuolo, pensato per incrementare l’attività di verifica rapida di eventuali casi di infezione da SARS-CoV-2 all’interno di classi/gruppi, facilitando il proseguimento dell’attività didattica in presenza. Il sistema di tracciamento regionale verrà potenziato grazie ad assetti militari prontamente resi disponibili dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini e coordinati dal Comando operativo di vertice interforze (Covi).

In Dad 2,6% classi primo ciclo, 1,4% del secondo

In base agli ultimi dati disponibili, quelli del 20 novembre, è in Dad il 2,6% delle classi del primo ciclo e l’1,4% del secondo», secondo quanto spiegato dalla sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia. «Le classi del primo ciclo sono più in Dad perché non hanno copertura vaccinale completa – ha continuato -. Sono meno in Dad, invece, le classi che a livello di vaccinazione sono più coperte. C’è un aumento ma è sotto controllo».

Partecipazione in presenza priorità del Governo

Dopo la circolare che rifissava a uno il numero dei contagi sufficiente per il passaggio a lezioni non in presenza, martedì 30 in tarda serata Palazzo Chigi ha innestato la retromarcia. Il tutto a distanza di poche ore dalla notizia del ritorno al passato, con una brusca inversione di marcia («garantire la partecipazione in presenza e lo svolgimento delle lezioni a scuola in assoluta sicurezza è una priorità del Governo»).

I presidi: Asl siano efficienti su test e quarantene

«Le scuole stanno facendo quello che devono, ma anche le aziende sanitarie locali devono fare la loro parte, e invece attualmente la situazione che si registra nel Paese è di insufficienza, per questo può essere auspicabile l’intervento del commissario Figliuolo per renderle finalmente efficienti». È la linea dei presidi esplicitata dal presidente dell’associazione nazionale (Anp) parlando del contenimento dei contagi nelle scuole. «Le Asl devono migliorare, perché non riescono a fare quello che dovrebbero, cioè i tamponi, il tracing, la comunicazione delle quarantene». Quanto al dato che il 60-70% delle classi in dad sarebbe attualmente nelle scuole primarie, per Giannelli «è plausibile che questo accada, visto che c’è corrispondenza tra la popolazione scolastica delle primarie e la fascia di età che non è ancora vaccinata».

Gli “eventi” nelle “scuole sentinella” in Veneto

Può valere, per farsi un’idea approssimativa dell’andamento dei contagi tra i banchi, quanto accade nel Veneto che ha diffuso i dati aggiornati al 1° dicembre sul monitoraggio (avviato mesi addietro) in atto su un ampio spettro di scuole sentinella, al quale hanno aderito, in totale, il 70,8% degli istituti primari, secondari di primo grado e di secondo grado. Il totale degli “eventi” (la presenza cioè in classe di un positivo che ha determinato l’identificazione di un gruppo di contatti scolastici) è a 4.832, con 96.017 alunni, operatori e insegnanti coinvolti in monitoraggio con mantenimento della frequenza scolastica con screening ripetuto. Il numero complessivo di eventi finora registrati è di 1.835, gli studenti risultati positivi sono 3.369, quelli in monitoraggio 15.495, quelli in quarantena 16.216.Per quanto riguarda docenti e personale amministrativo, i positivi sono (a mercoledì 1) 263, in quarantena 846, in monitoraggio 1.095.



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