Mario può scegliere di morire. Primo via libera al suicidio assistito- Corriere.it


di Giusi Fasano

Marche, s del comitato etico. I dubbi sul farmaco. Nel ddl in discussione arriva l’obiezione di coscienza

Ad agosto del 2020 aveva avuto il via libera per andare a morire in Svizzera. Ma Mario, 43 anni, marchigiano, tetraplegico dopo un incidente stradale, oggi il primo italiano al quale sono riconosciuti i requisiti necessari per accedere al suicidio assistito nel nostro Paese. Cos ha deciso il Comitato etico della sua azienda sanitaria di riferimento — la Asur Marche — che ha fondato la sua valutazione sulla relazione dell’quipe medica che per giorni e giorni, a settembre, aveva visitato il paziente nella casa in cui vive con sua madre.

13 mesi

La Corte Costituzionale aveva stabilito i requisiti per accedere alla dolce morte e si trattava semplicemente di verificare, con le visite mediche appunto, che valessero per il caso di Mario. Per farlo ci sono voluti 13 mesi, pi due per arrivare alla decisione del Comitato etico. E adesso si rischia di allungare ancora i tempi e, secondo la Regione Marche, perfino di tornare in tribunale per sciogliere i nodi di un’altra questione: le modalit e la metodica di somministrazione del farmaco letale, dettagli sui quali, dicono loro, il comitato etico ha sollevato dubbi. Non cos se la prendono dall’Associazione Coscioni. Con una nota, Marco Cappato e Filomena Gallo, tesoriere e avvocata, nonch segretaria nazionale dell’Associazione, rispondono che il Comitato non ha validato le modalit tecniche per l’autosomministrazione del farmaco, ma quel che la Regione non dice che la responsabilit di definire le procedure tecniche non del malato ma del servizio sanitario, che per si rifiuta di farlo. Una trappola burocratica, la definisce Cappato.

Le reazioni

Tutto questo mentre si fa sentire la voce della Pontificia Accademia per la Vita: Meglio le cure palliative che incoraggiare a togliersi la vita. E mentre in Parlamento i relatori alla legge alla Camera sul suicidio assistito aprono a una delle principali richieste di Lega, FI e Fdi, cio la possibilit per il personale sanitario di fare obiezione di coscienza. un tentativo di fermare due anni di ostruzionismo del centrodestra e far uscire dalle secche una legge che la Corte Costituzionale ha sollecitato nel 2019 con la sentenza sul caso Cappato/dj Fabo. Con quella sentenza la Corte stabil, a certe condizioni, la non punibilit del suicidio assistito per chi lo agevola e in quello stesso provvedimento invit il Parlamento a intervenire, giudicando indispensabile una legge. Di cui per ancora oggi non c’ traccia. Votiamo quel che ha chiesto la Consulta scrive sui suoi profili social Laura Boldrini, deputata pd. La senatrice Emma Bonino, per, ai microfoni di Rai Radio1, ospite della trasmissione Un Giorno da Pecora, dice che no, non crede che presto ci sar una legge in tal senso, e si dice contenta per Mario che ora si sente pi libero. Sul caso di Mario interviene anche Beppino Englaro, padre di Eluana: un passo avanti per il nostro Paese perch permette finalmente di vedersi riconoscere i propri diritti fondamentali.

23 novembre 2021 (modifica il 23 novembre 2021 | 22:44)



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