«Invisibile», sei giorni di podcast (d’autore) a Roma- Corriere.it


di Tommaso Pellizzari

Dal 23 al 28 novembre, al Teatro Valle, una rassegna di audio non giornalistici da tutto il mondo: il risultato di una caccia alle migliori creazioni di un genere che coinvolge autori, produttori e sound-designer

Si chiama «Invisibile» ed è un festival dedicato a un tipo particolare di podcast: quelli non giornalistici. Inizia domani, martedì 23 novembre e andrà avanti fino al 28 novembre, in un Teatro Valle Franca Valeri di Roma nel quale il pubblico siederà su cuscini o vecchie sedie e ascolterà le opere (quelle straniere saranno sottotitolate) in un gioco di luci che valorizza gli affreschi sul soffitto della sala.

Immersi nel sonoro


L’idea è di offrire un’esperienza dell’ascolto totale con una selezione nazionale e internazionale di prodotti audio a cura di Federica Manzitti realizzata con il Teatro di Roma. Il cartellone presenta il risultato di una caccia alle migliori creazioni di un genere che coinvolge autori, produttori e sound-designer, che ha conquistato ogni giorno nuovo pubblico. Ogni giorno «Invisibile» propone di immergersi nell’ascolto di due titoli, uno italiano e uno internazionale (quest’ultimo sottotitolato in italiano). Una esposizione di oggetti sonori scandita da due turni di ascolto (alle 18 e alle 20) naturalmente nel rigoroso rispetto delle norme anti-covid. Domenica 28, giorno di chiusura, sarà invece possibile ascoltare in sequenza (modalità «maratona») tutti i materiali in programma.

Dall’estero

Nei sei giorni dedicati al progetto verranno proposti titoli premiati dalla critica che negli Stati Uniti contano milioni di download, a cominciare da The Truth Podcast di Jonathan Mitchell (Radiotopia), la serie americana che realizza brevi storie con un team di sceneggiatori, attori e sound designer, dando nuova vita all’arte del radiodramma per le nuove generazioni. Per la scuola francofona ci saranno le produzioni di Arte Radio: l’ascolto è spesso un’esperienza in bilico tra erotismo e sarcasmo di cui «Invisibile» ha scelto il «mockumentary» Super écolo di Charles Traha
n (premio speciale al Prix Europa), oppure l’autobiografico e ironico La Tourmente di Fabrice Osinski, segnalato al Prix Phonurgia Nova. La scrittura per audio può correre sulla frontiera dei generi come nello spagnolo «Puzzle de Fronteras» di Laura Romero e André Cunha, un racconto sulle identità nazionali che parte come un documentario e finisce come una filastrocca. Si ritorna infine oltreoceano con le interviste impossibili di Everything is Alive, il podcast di Ian Chillag e Jennifer Mills (da anni nella top ten della critica americana) che dà voce agli oggetti inanimati.

Italiani

Per la parte italiana «Invisibile» non può che rivolgersi al bacino di Tre Soldi di Rai Radio 3, ossigeno per la produzione nazionale di originali radiofonici, con cui hanno spesso collaborato alcuni tra i migliori autori in circolazione: Jonathan Zenti, Anna Raimondo, Riccardo Fazi e Claudia Sorace, Renato Rinaldi. I lavori di questi autori sono tra i migliori esempi di scrittura per suoni e voci, come nell’on the road autobiografico I Am Analog di Jonathan Zenti, sicuramente l’autore italiano più apprezzato oltreoceano e premiato a livello internazionale, L’osceno del villaggio, indagine a cavallo tra antropologia e filosofia sul mondo del porno realizzata da Renato Rinaldi, l’affettuosa e corale favola del telefono, C’era una volta il telefono di Anna Raimondo, artista che si muove tra arte contemporanea progetti sociali e produzioni internazionali, la trasmutazione del diario di viaggio in un taccuino sonoro di formazione di Siwa e sale di Marta Mattalia, primo premio a Altitudini nel 2019 e non ultimo uno dei lavori più apprezzati Antologia di S. di Riccardo Fazi, realizzato inizialmente per il festival di Santarcangelo e divenuto una narrazione a sé stante.

22 novembre 2021 (modifica il 22 novembre 2021 | 10:39)



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