Il tax credit traina il cinema. Ora si attendono gli spettatori



Il fermento che anima in questo momento le produzioni cinematografiche, e più in generale quelle dell’audiovisivo, ha positive ricadute sull’occupazione. Come segnalano gli addetti del settore, tutte le maestranze sono impegnate: l’offerta non riesce a star dietro alla domanda. Le figure che lavorano attorno a un set iniziano a scarseggiare e si dovrebbero studiare nuovi percorsi di formazione professionale.

Credito con più certezze

Questo dinamismo apre scenari che possono, però, rivelarsi problematici. Di fronte a una crescita simile c’è la necessità di avere un sistema che impedisca comportamenti elusivi e a allo stesso tempo snellire le procedure delle domande per dare certezza alle imprese sul riconoscimento del credito.

Riguardo alla prima questione, Nicola Borrelli, responsabile della direzione generale cinema e audiovisivo del ministero della Cultura, spiega che «l’obiettivo è di avere un sistema più efficace. Al momento non abbiamo evidenze di un uso distorto del credito d’imposta. Considerato, però, l’aumento delle richieste e delle imprese che si fanno avanti, dobbiamo disporre di meccanismi che sgombrino il campo da qualsiasi zona grigia».

L’incisività dei controlli va di pari passo con l’urgenza di dare alle produzioni, in particolare quelle straniere, risposte immediate sulle loro richieste di accesso al credito. «La leva fiscale – spiega Gian Marco Committeri, socio dello studio Alonzo Committeri & Partners – è un forte incentivo, che rende il nostro Paese attrattivo grazie anche all’unicità delle location, al clima e alla qualità delle maestranze. Questa formula non è, però, magica: quello che è stato messo in piedi in questi anni, si rischia di vanificarlo in poco tempo. C’è un problema di procedure: le prime domande di tax credit sono arrivate a luglio, ma ancora non c’è alcuna attestazione di riconoscimento provvisorio del beneficio. Senza, non si può istruire la pratica».

«Alle produzioni straniere – gli fa eco Federico Giuseppini, managing director e partner di Smart consulting – va data certezza di accesso al credito in tempi ragionevoli, altrimenti la volta successiva non verranno».



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