Friuli Venezia Giulia in giallo dalla prossima settimana, quali sono le altre regioni in peggioramento


Una regione già di fatto in giallo: il Friuli Venezia Giulia. Un altro territorio in bilico: la provincia autonoma di Bolzano. Veneto e Valle d’Aosta con contagi in forte crescita (circa 200 casi settimanali ogni 100mila abitanti). E tra le regioni più grandi, numeri in peggioramento in Lazio e Lombardia, con i ricoveri di pazienti Covid nei reparti ordinari saliti rispettivamente al 10 e all’11 per cento dei posti letto totali disponibili (la soglia limite per passare in giallo). È la fotografia della quarta ondata in corso in Italia.

Una situazione non paragonabile a quella dello scorso autunno, grazie ai vaccini. Ma rispetto alla quale gli addetti ai lavori non nascondono preoccupazione.«Nel giro di un mese il sistema ospedaliero delle terapie intensive rischia pericolosamente l’intasamento». È l’allarme lanciato da Antonino Giarratano, presidente Società Italiana di Anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), che aggiunge: «Questa situazione si andrà presto a sommare all’influenza stagionale che causa circa 8.000 morti tra i pazienti più fragili e che nelle prossime settimane inizierà a circolare nel nostro Paese conducendo ad un affollamento di ricoveri pericoloso e probabilmente insostenibile».

Friuli Venezia Giulia già in zona gialla

Il dato consolidato riguarda il Friuli Venezia Giulia, che è la regione con la situazione più critica. Non a caso è già di fatto in zona gialla (obbligo di mascherina anche all’aperto, discoteche chiuse e capienza dimezzata per cinema e teatri). Passaggio che sarà certificato venerdì prossimo dalla cabina di regia. In Friuli Venezia Giulia (309 casi settimanali ogni 100mila abitanti) ci sono le due province con incidenza più alta in Italia: Trieste (687) e Gorizia (492). Non solo. Sono state abbondantemente superate entrambe le soglie sul fronte ricoveri sopra le quali scatta il giallo (che sono il 10% di letti occupati nelle terapie intensive e il 15% negli altri reparti). Siamo rispettivamente al 15% e al 17%, con numeri in continua crescita.

Alto Adige in bilico, torna obbligo mascherine all’aperto

In bilico tra bianco e giallo l’Alto Adige. A Bolzano i contagi sono a quota 418 casi ogni 100mila abitanti. Le terapie intensive sono stabili attorno alla soglia limite del 10 per cento. Ma i ricoveri negli altri reparti sono cresciuti fino al 16%. Non a caso è in arrivo un’ordinanza che anticipa la stretta nazionale. Con obbligo di mascherina all’aperto, e di mascherina Ffp2, mentre nei Comuni “rossi” i bar e ristoranti devono chiudere alle 18 e scatta il coprifuoco dalle 20 alle 5. Pesa il fatto che la provincia di Bolzano sia al penultimo posto per popolazione vaccinata: 78,4% a fronte di una media nazionale dell’84,6 per cento.

Curva epidemica ancora in risalita

A preoccupare è la risalita veloce della curva epidemica tutta Italia. La scorsa settimana l’incidenza nazionale era pari a 78 casi ogni 100mila abitanti, ora è a 111, anche se l’Rt (indice di contagio) è stabile a 1,21. La media dei ricoveri in ospedale rimane ancora sotto soglia (6% in terapia intensiva e 8% negli altri reparti) ma è in costante crescita. Bastino alcuni numeri: un mese fa i ricoveri in terapia intensiva erano 343, mentre ora sono 549. Quelli nei reparti ordinari sono quasi raddoppiati passando da 2.443 a 4.507.



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