Delta plus, ecco quanto è diffusa in Italia e quanto contagia


È impossibile tecnicamente dire se soppianterà o meno la mutazione divenuta ormai prevalente, quasi in senso assoluto, la Delta. Ma qualche segnale arriva dall’Inghilterra dove un contagio da Covid su dieci arriva dalla sempre più diffusa sotto-variante del ceppo Delta, denominata Delta plus. È quanto emerso dallo studio di lungo periodo noto come REACT-1, secondo cui da settembre avanza con un tasso di crescita del 2,8% al giorno.

Il presidente dei virologi: in futuro potrebbe prevalere

«Tra chi non ha ancora fatto il vaccino e chi non vuole farlo, diventa un problema gestire la situazione in questo momento, con un virus così aggressivo». Come dimostra di essere SARS-CoV-2 anche con la nuova variante (AY.4.2) che «secondo gli ultimi studi è 50 volte più forte rispetto al ceppo originario». Più forte perché «più efficiente nella replicazione», avverte il presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv) Arnaldo Caruso. Quindi in grado di correre molto veloce rischiando in futuro di prevalere sulle altre. «Da un lavoro appena uscito, che quindi necessita di essere convalidato – sottolinea l’esperto, ordinario di Microbiologia e microbiologia clinica all’università di Brescia e direttore del Laboratorio di microbiologia dell’Asst Spedali Civili – sembrerebbe che oltre ad alcune mutazioni nella proteina Spike, utilizzata dal coronavirus pandemico per “agganciare” le cellule bersaglio, abbia anche una mutazione di una proteina interna, una proteina N o nucleoproteina, che potrebbe contribuire a renderla più aggressiva». Anche se, tiene a precisare Caruso, in questo momento «non maggiormente in grado di “bucare” lo scudo vaccinale».

Contagiosa come la varicella

Più contagiosa del morbillo, ai livelli della varicella, a detta del consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza più contagiosa del morbillo, ai livelli della varicella. Malgrado ciò la Delta plus non sarebbe più pericolosa di quella attualmente prevalente. «Il pericolo consiste nella maggiore diffusività del virus», ha detto Ricciardi in un’intevista. «Da qui la necessità di correre con le terze dosi e di insistere con le prime in quella fetta ancora grande di popolazione che non si è immunizzata».

Delta in 99% casi sequenziati, scomparsa la Alfa

Stando all’ultima rilevazione sistematizzata, in Italia il 99,9% dei sequenziamenti è riconducibile alla variante Delta (già il bollettino dell’Istituto superiore di sanità sulle varianti del 1° ottobre ne registrava il 98,4%). Per la prima volta sono mancate segnalazioni di casi dovuti alla variante Alfa con rari i nuovi casi di infezione causati dalla variante Gamma e Beta. Della Delta plus al momento si registrano in Italia numeri di sequenze limitati e presenti in molte Regioni. Un caso recente riferito dai media riguarda un 44enne di Carbonia mai stato fuori dalla Sardegna, il tracciamento avviato nel frattempo aiuterà a circoscrivere la diffusione della Delta plus il più presto possibile per evitare che il contagio si allarghi al resto dell’isola.

Conferma dai campioni di acque reflue

Anche i campioni prelevati dalle acque reflue confermano la presenza ormai quasi esclusiva sul territorio nazionale della variante Delta del virus SARS-CoV-2, associata a una grande variabilità genetica con la presenza di molte mutazioni comprese quelle della cosiddetta Delta plus. Questo il risultato della seconda flash survey condotta dall’Istituto superiore di sanità con il gruppo di lavoro coordinato da Giuseppina La Rosa del Dipartimento ambiente e salute e da Elisabetta Suffredini del Dipartimento di sicurezza alimentare, nutrizione e Sanità pubblica veterinaria dell’Iss. In base alla ricerca, che ha analizzato 92 campioni raccolti in 16 Regioni e Province Autonome nel periodo 4-8 ottobre 2021, tutti i campioni positivi caratterizzati erano appunto di Delta, in accordo con quanto riportato dalla sorveglianza clinica epidemiologica relativa allo stesso periodo di campionamento. Il 60% dei campioni in particolare ha confermato positività per genoma di SARS-CoV-2 e 23 campioni sono stati caratterizzati mediante sequenziamento della regione codificante per la proteina Spike.



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