GIORNATA MONDIALE CONTRO L’AIDS, IN PARLAMENTO LA RIFORMA DELLA LEGGE 135/90. TARTAGLIONE (FI): “DOTARE CLINICI E RICERCA DI MAGGIORI STRUMENTI”



di Antonio Di Monaco

Riformare la legge 135 del 1990 e superare lo stigma attribuito su Hiv e Aids. Oggi, giornata mondiale contro l’Aids, il parlamentare Mauro D’Attis, ha ricordato come oggi le nuove generazioni siano meno informate sui rischi delle malattie sessualmente trasmissibili. Lo stesso D’Attis e altri parlamentari, tra cui la deputata molisana di Forza Italia, Annaelsa Tartaglione, hanno riaperto il dibattito su Hiv e Aids in Parlamento: “Abbiamo depositato una proposta che revisiona la 135 del ‘90, una legge all’epoca molto innovativa che oggi ha bisogno di essere aggiornata – ha affermato – la proposta di legge è stata incardinata in Commissione Affari sociali. Per la prima volta, dopo 30 anni, il Parlamento sta di nuovo affrontando pubblicamente il tema dell’Aids”.

 

D’Attis ha poi presentato, con altri parlamentari, una proposta di emendamento alla legge di bilancio. “Abbiamo riscontrato che negli anni il Piano nazionale dell’Aids non è mai stato accompagnato da un’adeguata copertura finanziaria – ha aggiunto – abbiamo quindi proposto di destinare alcuni milioni di euro per i prossimi 3 anni per finanziare gli interventi previsti dal Piano: ricerca, la comunicazione e l’informazione e le attività di volontariato del terzo settore”. In particolare, l’obiettivo è di “dotare i clinici, la ricerca, la comunicazione e la community – gli fa eco l’onorevole Tartaglione – di maggiori strumenti per combattere l’Hiv e l’Aids”.

 

In Europa si stima che siano 2,2 milioni le persone che convivono con l’Hiv. E se durante la pandemia nel nostro Paese si è registrato un calo importate delle nuove diagnosi – l’incidenza si è ridotta, passando da 4,1 per 100mila abitanti a 2,2 con una diminuzione maggiore nel Nord Italia, dove si è registrato un -55,27% rispetto all’anno precedente – non significa che il virus abbia effettivamente rallentato la sua corsa. Sono infatti ancora tante le diagnosi tardive. Soprattutto è stata disattesa la sfida mondiale delle “tre 90” che puntava a diagnosticare entro il 2020, nel mondo, il 90% di tutti i casi di Hiv; che il 90% delle persone sieropositive avesse accesso alle terapia antiretrovirali; che il 90% delle persone trattate potesse ottenere la soppressione della carica virale, a cui recentemente è stato aggiunto un “quarto 90” che si focalizza sul far sì che il 90% delle persone con Hiv in soppressione virologica riescano ad avere una buona qualità di vita.





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