Festa di Roma, quando la telepredica è una truffa – Lazio


Apertura con Eyes of Tammy Faye con una Chastain da Oscar


(ANSA) – ROMA, 14 OTT – Quello che impressiona di THE EYES OF
TAMMY FAYE di Michael Showalter, film d’apertura della 16/a
edizione della Festa di Roma, più che la qualità, è la
performance di Jessica Chastain nei panni di Tammy Faye con
tutto il suo trucco pesante e la vocina da Betty Boop. Chi era
mai Tammy Faye? Un personaggio davvero esistito, una ragazza
timorata di Dio, classe 1942, che vive citando salmi e che
quando incontra Jim Bakker (Andrew Garfield), anche lui di umili
origini, nella Carolina del Sud, resta folgorata per quanto sono
simili.
   
Di fatto questa coppia, nel corso degli anni ’70 e ’80, creò
la più nota rete televisiva di trasmissioni religiose
evangeliste al mondo. Divisi tra reale passione nella fede e una
passione forse anche più forte verso la notorietà, verso le
telecamere, Tammy e Jim misero lentamente su una bella industria
basata sulla fede e sulle offerte dei fedeli. E Tammy Faye creò
anche tanti proseliti per il suo trucco pesante, i suoi abiti
vistosi e, soprattutto, le sue ciglia finte e il modo di
cantare. Nel loro programma, The PTL Club, noto anche come The
Jim and Tammy Show, i due si spinsero, in controtendenza, anche
a trattare temi che avevano a che fare con sesso, omosessualità
e Aids. Divennero alla fine tanto ricchi e famosi da misurarsi,
indebitandosi, con un grande parco a tema religioso. Un impero,
il loro, che nel 1987, a seguito di uno scandalo sessuale che
coinvolse Jim, si sbriciolò anche per le successive
irregolarità finanziarie riscontrate, tutte cose che misero la
parola fine al loro matrimonio e portarono in galera lo stesso
Jim. Si scoprì infatti che quest’ultimo aveva avuto una
relazione con una donna di nome Jessica Hahn che fu pagata
centinaia di migliaia di dollari per il suo silenzio, dal
momento che sosteneva di essere stata stuprata dal predicatore
nel 1980, quando aveva solo ventuno anni.
   
“Sono cresciuta con Tammy e Jim in tv – dice la Chastain – e
mi ricordo benissimo le copertine delle riviste in cui si
parlava di questo scandalo. Credo comunque che Tammy avesse una
forte fede – continua la Chastain che di questo film è anche
produttrice – e che fosse davvero sincera. Era per lei
un’ossessione. Sentire Dio per lei era vero amore”. (ANSA).
   

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