“Io di destra? No sono libero”


Il 21 ottobre Enrico Ruggeri, cantautore e scrittore, riceverà il Premio Tenco alla carriera, uno dei più importanti riconoscimenti musicali italiani. In precedenza già assegnato ad alcuni big della musica italiana come Fiorella Mannoia, Mogol, Paolo Pietrangeli e molti altri. Un vero e proprio onore che dopo la nomination ha atteso con ansia e che fino all’ultimo pensava di non ottenere.

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Infatti in un’intervista svolta da Mario Luzzato Fegiz, giornalista e collaboratore del Corriere della Sera, ha dichiarato con entusiasmo: “Ho fatto varie congetture: quelli del Tenco hanno saputo che ho un brutto male e nessuno me lo dice… Poi, visto che stavo bene e non c’era nessun male, (facendo gli scongiuri) ho assaporato la notizia. Manco da quel palco dal 1988 e l’ho vissuta come un’ingiustizia. Ora il problema è: come riassumere in 40 minuti, una ventina di album. Dunque duplice obiettivo: dimostrare a quelli del Tenco di essere mancato a loro e far capire quanto quella platea è mancata a me”.

Enrico Ruggeri fa chiarezza:
Foto: Ufficio Stampa

 

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Una scelta considerata da molti alquanto bizzarra dato che solitamente i giudici della Tenco prediligono cantautori impegnati pubblicamente nella vita politica, in particolare nell’area di sinistra. Enrico non conferma di essere di destra, ma nemmeno di voler essere etichettato con una preferenza specifica: “Io sono una persona libera: sono stato il primo a parlare di pena di morte, il primo, nel 1991, a scrivere una canzone intitolata “Trans”. Ho scritto del disagio mentale, della detenzione. Ho fatto politica senza entrare nel salotto buono degli intellettuali o colleghi di sinistra. Politica viene da polis e io ho raccontato molto dell’aggregazione, della comunicazione, delle difficoltà. Per cui respingo al mittente l’accusa dell’essere di destra”.

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Enrico Ruggeri intervista: passato, presente e futuro

In seguito ad un excursus sulla sua vita famigliare e lavorativa, Enrico ha espresso la sua opinione in merito ai suoi colleghi più giovani, che scalano le classifiche attuali: “Gli artisti vanno giudicati in 30-40 anni, altrimenti si prendono delle cantonate enormi. Oggi tendiamo a confondere l’idea con la trovata. L’idea è una cosa che stupisce. La trovata è effimera”. Inoltre, fra i nomi citati ha parlato anche dei Maneskin, diventati in poco tempo un fenomeno musicale e mediatico: “Finalmente vedo dei ragazzi che, come me agli esordi, passano la vita in cantina a provare e non andare a caccia di follower in Rete”.

enrico ruggeri nazionale cantanti
Foto: Ufficio Stampa



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