Guida Michelin 2022: tutti i nuovi ristoranti stellati


«E quindi uscimmo a riveder le stelle». Comincia con una citazione di Dante la presentazione della Guida Michelin 2022, come l’uscita dall’inferno e pronti ad entrare – almeno – nel purgatorio della «nuova normalità». È stata presentata la sera del 23 novembre in Franciacorta, l’edizione 2022 della Guida Michelin dedicata ai migliori ristoranti, dopo mesi di attesa.

Con le solite polemiche: «perché niente pizza» non è più il dibattito dell’anno, ma la domanda è quando arriveranno le tre stelle a sud dell’Abruzzo (ovvero di Niko Romito). Non quest’anno. Ci si accontenta delle 33 nuove stelle Michelin e due nuovi due stelle. In più 30 nuove stelle verdi dedicate alla sostenibilità ma (aggiungiamo noi) ancora pochi ispettori sguinzagliati alla ricerca delle tavole della tradizione…

Le nuove prime stelle

Conquistano una stella (che indica una cucina ottima e consiglia ai viaggiatori di fare una tappa), fra i tanti ristoranti, nomi attesi come l’Hyle di Antonio Biafora, San Giovanni in Fiore (CS); Aria dello chef Paolo Barrale a Napoli; Cannavacciuolo Countryside con lo chef Nicola Somma a Vico Equense (NA) che guida il nuovo progetto di Antonino. Stephan Zippl al ristorante 1908 di Renon/Soprabolzano che si aggiudica anche una stella verde! Nikita Sergev conquista la sua prima scelta a L’Arcade a Porto San Giorgio (FM); Venezia Local di Matteo Tagliapietra.

A Milano, lo chef Felix Lo Basso con il suo ristorante da soli 12 posti Home&Restaurant. In Sardegna, prende la prima stella Somu ad Arzachena, e Sadler che si prende la rivincita con una stella per Gusto by Claudio Sadler a San Teodoro (SS) e ritira il premio per i suoi due giovani chef.

In Sicilia, Fradis Minoris dello chef Francesco Stara conquista una stella e una stella verde a Pula (CA) e lo chef Mauricio Zillo al Gagino Restaurant di Palermo! Applaudi e grida a Solaika Marrocco di Primo Restaurant a Lecce che vince anche il Premio Giovane Chef Michelin 2022. Nota dolente? È lei l’unica donna a salite sul palco. La parità di genere è ancora da venire…

Due stelle al Kresios e ai Tre Olivi

Passano alle due stelle e meritano quindi una deviazione dal proprio itinerario, il Kresios di Giuseppe Iannotti a Telese Terme. Da zero a due stelle, Giovanni Solofra dei Tre Olivi di Paestum (SA) che arriva sul palco piangendo fra lo stupore della sala. Confermano le tre stelle tutti i ristoranti che l’hanno già conquistata: il consiglio è di pianificare un viaggio per assaggiarla.

Una pioggia di premi

Offerto dalla scuola di formazione Intrecci per il servizio di sala, il Premio Michelin Servizio di Sala 2022 offerto a Matteo Zappile, maitre del ristorante due stelle Michelin Il Pagliaccio di Roma. Miglior sommelier 2022, offerto dal Consorzio Brunello di Montalcino va a Sonjia Egger del ristorante Kuppelrain (BZ). Premio Michelin Chef Mentore offerto da Blancpain va a Nadia Santini, chef del ristorante Dal Pescatore, storico tre stelle Michelin.

Le stelle verdi «green»

Sono attribuibili a qualunque ristorante, anche un Bib Gourmand con uno scontrino sotto i 35€, e sono il massimo riconoscimento in fatto di sostenibilità. Nell’edizione 2021 ad aggiudicarsela tre ristoranti, quelli degli chef Matteo Metullio, Rocco De Santis e Davide Oldani. I ristoranti vengono quindi ora premiati per l’approvigionamento delle materie prime, rispetto del lavoro, supporto dei produttori locali, rispetto delle risorse ambientali, utilizzo di energia pulita e formazione dei giovani. Conquistati in persona da Federica Pellegrini, a conquistare l’ambito e attuale riconoscimento (fra i tanti) molti ristoranti di Trentino e Alto Adige e poi indirizzi come Venissa sull’isola di Mazzorbo a Venezia, il San Brite di Cortina, il Signum di Salina e La Prèsef, agriturismo in Valtellina.

La novità: non champagne ma Franciacorta

Quest’anno (e per i prossimi due), il teatro della presentazione della 67esima edizione italiana è stata la Franciacorta, che ha ospitato l’atteso evento, trasmesso anche in live streaming. La zona vinicola fra Brescia e il Lago d’Iseo, in Lombardia, è quella delle colline dove si produce l’omonimo metodo classico italiano, il primo ad aver ottenuto nel 1995 la denominazione DOCG. Il vino si ottiene da uve Chardonnay, Pinot Nero e Pinot bianco, le stesse dello champagne così come il processo di vinificazione. Da un’intuizione a fine degli anni Cinquanta, il Franciacorta si è affermato anno dopo anno come uno dei massimi esempi di spumantizzazione nel nostro Paese, sino a voler insidiare il posizionamento dei grandi vini francesi. Un lavoro fatto in vigna, in cantina, e oggi anche giocando la partita della presentazione della Guida Michelin – un’ottima occasione di visibilità e di affermazione di un brand del Made in Italy nel mondo.

L’Italia il Paese delle (solo) 255 trattorie

La «rossa» però non è solo stelle, ma migliaia di indirizzi che includono anche le tavole dall’ottimo rapporto qualità/prezzo e le migliori trattorie di zona. I BIB Gourmand sono infatti quei locali sotto ai 35€ che la guida identifica come tavole degne di nota. 255 ristoranti in totale in sole 13 regioni, contro un numero di stelle che nel complessivo supera i 300 e abbraccia l’intera penisola – Molise escluso. I Bib Gourmand sono prevalentemente trattorie, tavole di tradizione, qualche locale di cucina internazionale come l’indiano Serendib o il cinese Le Nove Scodelle, novità del 2022, entrambi a Milano. Se le stelle sono tante, fin troppe a volte parlando con gli addetti ai lavori, nel paese delle trattorie questo tipo di locali sono effettivamente poco rappresentati. Un peccato, perché la stella Michelin prevede un certo di tipo di eleganza e di sofisticazione del menù, con cerimoniale annesso, mentre per mangiare bene conta più la sostanza che la forma. Se quindi per la stella alle pizzerie possiamo attendere, forse all’Italia spetterebbe una statistica che meglio rappresenta la sua storia culinaria e la sua grande tradizione (pure senza innovazione). Nella gallery quindi, anche alcuni dei 20 nuovi Bib Gourmad del 2022.



Source link

Rispondi