Le leggi della frontiera, la recensione | Cinema


È calda l’estate a Girona, ma tutto appare freddo e inquieto. Siamo nel 1978: Francisco Franco è morto da tre anni e la Spagna si avvia verso “una nuova era”, ma la realtà nei fatti non sembra così migliorata. Sono gli anni della movida, delle feste sfrenate, ma il divertimento appare meccanico, solo di facciata. Questa è l’atmosfera che si respira in Le leggi della frontiera, nuova produzione spagnola targata Netflix. Nacho (Marcos Ruiz) è un diciassettenne figlio di una famiglia benestante che, lavorando in una sala giochi, viene a contatto con Zarco (Chechu Salgado) e Tere (Begoña Vargas), due ragazzi provenienti dai quartieri popolari. Prendendosi una cotta per la ragazza, decide di unirsi a loro, attraversando la frontiera del titolo (un ponte sul fiume Ter che separa i due mondi) per venire coinvolto in furti e rapine che si fanno sempre più grossi, fino a destare l’attenzione delle forze dell’ordine.

Il romanzo omonimo scritto da Javier Cercas, apprezzato giorn…





Source link

Rispondi