La stagione della caccia interrotto su Rai 1, il regista infuriato


Ha scatenato una bufera sui social quanto accaduto ieri sera su Rai 1, quando il film La stagione della caccia è stato tagliato a 15 minuti dalla fine per dare spazio a un nuovo episodio di Porta a Porta.

Il regista Roan Johnson si è scagliato contro viale Mazzini su Twitter, accusando chi si occupa della programmazione di aver mancato di rispetto alla sua opera, ad Andrea Camilleri (autore del romanzo scomparso nel 2019), a chi vi ha lavorato e anche agli spettatori:

Come si fa a commentare il fatto che in prima serata su Rai1 un film venga tagliato a 15 minuti dalla fine perché – immagino eh – Porta a Porta sennò va troppo in là? Come si fa a scusarsi con gli spettatori, con tutti quelli che hanno lavorato al film e con Camilleri? Forse La Stagione Della Caccia dovrebbe essere aperta per trovare il responsabile in Rai (che a mio parere è la prima ad essere stata danneggiata ieri sera).

Qualche ora fa, in occasione di una conferenza stampa dedicata allo Zecchino d’Oro, il direttore Intrattenimento, prime time nonché responsabile ad interim di Rai1 Stefano Coletta ha offerto una spiegazione di quanto accaduto (“È stato un problema tecnico, non c’era nessuna intenzione di interrompere il film”) e ha promesso che il film verrà riprogrammato a dicembre, ovviamente senza alcun taglio. Anche Bruno Vespa (come riporta Adnkronos) ha smentito qualsiasi intenzionalità rispetto all’accaduto, rispondendo piccato alle accuse:

Solo persone profondamente incompetenti o in clamorosa malafede possono immaginare che io abbia l’autorità o la semplice intenzione di tagliare il programma che precede Porta a Porta per andare in onda in anticipo. Spiace vedere tra queste anche il regista del film di Camilleri, Roan Johnson. Bastava che Johnson telefonasse al produttore Carlo degli Esposti che mi ha chiamato amichevolmente di prima mattina per sapere che cosa fosse successo. E ovviamente gli ho risposto che non ne sapevo niente. Aggredire un professionista prima di avere un briciolo di informazione dimostra lo stato selvatico al quale purtroppo si è ridotta tanta gente.

La messa in onda del film era iniziata alle 21.25: concepito per la televisione, La stagione della caccia è la trasposizione del romanzo di Camilleri pubblicato nel 1992 ed è stato trasmesso per la prima volta da Rai1 il 25 febbraio 2019, quando è stato visto da più di 7 milioni di spettatori. Ieri sera davanti al televisore c’erano circa tre milioni di italiani, e in molti si sono fatti sentire sui social quando a un quarto d’ora dalla fine il film è stato bruscamente interrotto.

Questa la trama:

Dalla nave a vapore che fa servizio postale da Palermo, arrivata al porto di Vigata in perfetto orario, scende una varia umanità da cui si distingue, e si vuole distinguere, uno strano, altezzoso, riservato personaggio che il geometra Fede, pettegolo membro del circolo dei nobili, si danna per riuscire a scoprire chi sia. Dopo molto indagare scoprirà che lo strano individuo ha intenzione di aprire a Vigata una nuova farmacia. Il mistero finalmente si svelerà del tutto quando nell’insegna comparirà il nome del farmacista: Alfonso La Matina, vale a dire “Fofò”, il figlio di Santo La Matina, curatolo del marchese Peluso, che curava un giardino miracoloso in un posto segreto rigoglioso di frutti ed erbe che guarivano ogni male e che era stato barbaramente ucciso. Ora suo figlio Fofò potrà diventare un grande farmacista proprio con quei frutti ed erbe miracolose. Il racconto comincia ad essere punteggiato di morti che sembrano dovute a cause naturali o a accidentali disgrazie. ‘Ntontò si sposerà con Fofò il quale confesserà, inspiegabilmente e candidamente, ad un ufficiale di polizia del quale era diventato compagno di caccia, di essere lui il responsabile di alcune di quelle morti. Innamorato di’ Ntontò sin dall’infanzia, dato il suo rango sociale, non avrebbe mai potuto arrivare a lei se non eliminando tutti quelli che potevano opporsi al matrimonio.

 

 

 





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