Come avere un fegato in salute? I 7 consigli dell’esperto


È la ghiandola più grande del nostro corpo e svolge funzioni vitali, ecco perché sapere come  avere un fegato in salute è determinante. In questo viaggio nel benessere epatico ci siamo fatti aiutare dal professor Massimo Colombo, Direttore del Liver Center dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. È inoltre Chairman presso l’EASL International Liver Foundation di Ginevra in Svizzera.

Qual è il primo suggerimento che dobbiamo seguire per avere un fegato in salute?

Innanzitutto il suggerimento che noi epatologi diamo è di vaccinarsi contro l’epatite virale B e l’epatite virale A. La prima viene contratta attraverso rapporti sessuali non protetti o punture con strumenti non sterilizzati. Fortunatamente ora questo non avviene più in ambiente medico, ma può avvenire ancora in ambienti non medici. L’epatite A viene trasmessa consumando alimenti contaminati, in particolare frutti di mare non opportunamente inattivati dal calore, talvolta anche con acque inquinate.

Il vaccino per l’epatite B

In Italia tutti gli italiani di età compresa tra gli 0 e i 39 anni dovrebbero essere già stati vaccinati dal programma di vaccinazione obbligatorio neonatale. Dovrebbero quindi avere degli anticorpi protettivi contro il virus dell’epatite B. Esiste però una frangia grande di italiani che non sono stati vaccinati perché sono nati prima.

Il vaccino per l’epatite A

La vaccinazione per l’epatite A è offerta dalle nostre regioni gratuitamente ad una serie di persone che vanno da:

  • coloro che dichiarano di fare dei viaggi in zone dove l’epatite è endemica,
  • chi dichiara di aver avuto in famiglia un episodio di Epatite A,
  • persone che svolgono alcuni lavori, come chi per esempio lavora nella raccolta dei rifiuti, o in comunità come sono le forze dell’ordine o il personale sanitario,
  • anche naturalmente persone che hanno rapporti sessuali a rischio.

Per quanto riguarda l’epatite A il vaccino è fatto con un virus inattivato. Con il vaccino dell’epatite invece si inietta una proteina ottenuta per ingegneria genetica, che è sicura ed efficace.

Come avere un fegato in salute: qual è l’importanza dell’attività fisica?

Diversi studi hanno dimostrato che l’attività fisica previene il tumore del fegato. Quando si parla di attività fisica non intendiamo fare le scale invece di prendere l’ascensore, ma fare proprio esercizio fisico. In questo panorama rientra anche una passeggiata a passo svelto almeno tre o quattro volte la settimana. Uno di questi studi di cui parlavo prima, pubblicato sulla rivista scientifica the Lancet, ha analizzato i dati di 500.000 persone. I partecipanti sono stati monitorati per dieci anni. I ricercatori hanno contato i casi di tumore al fegato. Mediante interviste hanno ricostruito la loro quotidiana attività fisica.

Attenzione alla combinazione trigliceridi, colesterolo e pressione alti

Rispetto ai sedentari le persone che avevano svolto un’attività fisica apprezzabile hanno avuto una riduzione vistosa del rischio di sviluppare il cancro del fegato. La riduzione del giro vita è un marcatore centrale.  Insieme ad altri elementi come i valori dei trigliceridi, colesterolo e pressione arteriosa identifica le persone che sono a rischio di avere una sindrome che si chiama sindrome metabolica che predispone all’accumulo di grasso nel fegato.

Come avere un fegato in salute: qual è l’alimentazione migliore?

Con la dieta non bisogna introdurre un numero eccessive di calorie. Se abbiamo una vita sedentaria e mangiamo troppo si rischia la steatosi epatica, il fegato grasso per intenderci. Quindi il combinato tra attività fisica e dieta mediterranea, che è molto ricca di pesce, olio extravergine di oliva, frutta e verdura, legumi, pasta, riso e cereali, ma povera di carni rosse e dolci. In questo caso ci assicuriamo la protezione del fegato, perlomeno per quanto riguarda la steatosi epatica. La buona notizia è che la steatosi epatica è reversibile. Si può eliminare il grasso dal fegato con l’esercizio fisico quotidiano e con la dieta ipocalorica mediterranea.

Come dobbiamo comportarci con gli alcolici?

Se noi abbiamo una propensione a consumare bevande alcoliche causiamo steatosi indipendentemente dal nostro corretto comportamento in termini di attività fisica e dieta mediterranea.

Non esiste una dose sicura di alcol: anche un bicchiere al giorno può causare problemi

Una recente pubblicazione sempre su the Lancet ha definito in modo inequivocabile che non esistono livelli di consumo alcolico che possano essere definiti sani per la salute dell’uomo. Il mito che un bicchiere di vino rosso faccia bene al cuore o alle coronarie, è appunto un mito. La realtà clinica ci dice che purtroppo l’alcol è una sostanza tossica che il fegato deve farsi carico di disattivare spendendo energie. Se per caso l’alcol viene assunto in maniera esagerata il fegato finisce per ammalarsi in modo serio.

Difficile capire chi ha conseguenze maggiori dall’assunzione di alcol

Quindi il messaggio è ridurlo al minimo possibile, tenendo presente che esiste la variabilità genetica e cioè che ci sono persone che più di altre rispondono negativamente anche a piccole dosi di alcol. Attenzione, non stiamo parlando di chi dopo uno o due bicchieri sente già gli effetti sistemici dell’alcol soprattutto a livello di torpore mentale e altro. Non reggere l’alcol non significa necessariamente avere anche un fegato più vulnerabile. Sono due cose diverse. Ma va chiarito il concetto che siamo molto diversi rispetto alla capacità di neutralizzare gli effetti tossici dell’alcol sul fegato. Ci sono persone che consumano quantità quotidiane di alcol rilevanti e non procedono a sviluppare una malattia severa e ci sono persone che consumano minori quantità di alcol e nell’arco di 5-10 anni sviluppano la cirrosi.

Le donne sono più a rischio

Le faccio un esempio banalissimo. Le donne sono più vulnerabili dell’uomo per quanto riguarda gli effetti dell’alcol. Hanno infatti un processo di metabolizzazione a livello dell’intestino alto diverso. Per cui a parità di dosi, arriva più alcol nel fegato delle donne. Per capirci se un uomo e una donna bevono un bicchiere di vino, la quantità di etanolo che raggiunge il fegato causando i danni è molto superiore a quella che si vede nel maschio. Questo perché esiste nella donna una minore barriera metabolica a livello dell’intestino alto.

Per capire se siamo più o meno vulnerabili servono esami del sangue e un’ecografia, quindi occorre l’intervento dello specialista epatologo.

Come avere un fegato in salute: le sigarette lo danneggiano?

Le sigarette contengono un centinaio di sostanze chimiche che sono estratte dal fegato e possono infiammarlo e favorire lo sviluppo di cellule tumorali. Quindi il fumo di tabacco, oltre a essere una tossina pericolosa per il polmone, per il pancreas,  per la vescica e naturalmente per le vie aeree superiori, è anche una tossina per il fegato. Quindi se vogliamo un fegato in ordine noi raccomandiamo l’astensione dal fumo di tabacco.

C’è anche il discorso spinoso degli integratori alimentari. Come dobbiamo comportarci?

Ci sono molte persone che credono negli integratori alimentari. Qui bisogna fare delle distinzioni. Ovviamente non stiamo parlando di vitamine e sali minerali. Inoltre ci sono diversi integratori alimentari che contengono aminoacidi assolutamente inoffensivi. Altri integratori alimentari invece sono costruiti da prodotti vegetali. Questi prodotti possono essere epatolesivi. Gli integratori non sono sottoposti al filtro del controllo di studi clinici controllati come succede con le molecole farmacologiche. Esistono delle prove inconfutabili che alcuni integratori alimentari contengono sostanze molto attive. Hanno cioè una potente attività farmacologica. Come per tutti i farmaci è il fegato che deve occuparsene. Quindi prima di prendere qualsiasi integratori che contenga principi vegetali bisogna parlarne con un medico.

Per gli USA integratori terza causa di intossicazione epatica, dopo FANS e alcuni antibiotici

Negli Stati Uniti d’America è molto attivo un sistema di sorveglianza sui cosiddetti effetti tossici sul fegato da sostanze tossiche. La prima causa di epatiti tossiche è sicuramente l’utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei. Sono farmaci che possono dare delle reazioni avverse in vari modi e danneggiare profondamente il fegato. La seconda causa come prevalenza sono alcuni antibiotici che possono danneggiare il fegato a livelli anche molto importanti.

Come avere un fegato in salute: grande moderazione nell’uso dei farmaci

Faccio un esempio banale. Tutti noi apprezziamo la Tachipirina. A dosi ragionevoli è un importante farmaco antipiretico, toglie cioè la febbre dell’influenza. Ma quanti pazienti abbiamo visto noi con l’influenza che hanno esagerato nell’assumere la tachipirina e nei quali poi si sono manifestate delle alterazioni epatiche significative, fortunatamente transitorie ma con le transaminasi molto elevate? Quindi i farmaci vanno dosati con discrezione l’antinfiammatorio. In questa classifica americana l’uso di integratori alimentari si piazza al terzo posto.

Non esiste una prova scientifica dell’esistenza di sostanze che possano essere ingerite e che proteggano il fegato rispetto ai comuni patogeni.

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