Lavastoviglie, come caricarla secondo la scienza


La lavastoviglie, e il modo corretto di caricarla, è a sorpresa uno dei temi su cui le coppie tendono a litigare più spesso: lo hanno rivelato Philip Lee e Diane Rudolph – co-responsabili del Marital Therapy al Weill Cornell Medical Center di New York City – nel libro Argument Addiction del 2019, dove raccontano anche gli sviluppi delle battaglie matrimoniali che ne conseguono. Ora, però, il modo corretto di caricare la lavastoviglie non dovrebbe più lasciare spazio alle interpretazioni personali, visto che negli ultimi anni la procedura corretta è stata verificata da diversi studi scientifici. 

Disporre i piatti a cerchio

Il più noto è quello realizzato nel 2016 dai chimici dell’Università di Birmingham, in Gran Bretagna, e pubblicata sul Chemical Engineering Journal. Il team guidato da Raul Pérez-Mohedano ha addirittura impiegato la tecnica del «monitoraggio delle emissioni di particelle di positroni» per indagare, tramite isotopi radioattivi, sia la velocità che la direzione dei getti d’acqua all’interno dell’elettrodomestico. Calcolando di conseguenza la posizione ideale per piatti, bicchieri, tazze e pentole. E dunque: poiché l’acqua impiega un decimo di secondo a investire le stoviglie seguendo getti circolari, i piatti vanno disposti appunto a cerchio intorno al cestino delle posate, cercando il più possibile di ovviare al percorso obbligato (e non sempre funzionale) suggerito dalle griglie. Quelli con resti di carboidrati (come pasta e dolci, più difficili da eliminare) al centro, dove i getti d’acqua sono più forti; quelli con residui di proteine verso l’esterno, dove l’acqua arriva più lentamente. È inoltre buona regola non sovraccaricare la lavastoviglie, al fine di non creare barriere alla corretta circolazione dell’acqua. Per la stessa ragione, le posate vanno messe nel cestello alla rinfusa, cioè senza dividerle per tipologia: soprattutto cucchiai e forchette, infatti, rischierebbero di sovrapporsi gli uni con gli altri rendendone così impossibile la pulizia. Infine: mestoli, fruste e affini trovano la giusta collocazione sul ripiano superiore, perché ovviamente troppo lunghi per essere inseriti nel cestello delle posate senza rischiare di bloccare il braccio mobile che emette l’acqua.

Evitare il pre-risciacquo

Dopo diverse ricerche sul tema, di recente perfino la prestigiosa rivista Time ha deciso di approfondire la questione interpellando esperti in materia come Richard Tarrant (Bosch), Cindy Leichliter (Whirlpool)e Justin Pachuta (KitchenAid). Sono emersi così alcuni convincimenti diffusi e assolutamente errati. Per esempio: i sondaggi rivelano  che il 90% delle persone sciacqua i piatti prima di metterli in lavastoviglie, sbagliando, perché gli enzimi del detersivo sono progettati proprio per aggredire il cibo, e il tutto si traduce in un semplice spreco d’acqua. E ancora: fra i detergenti, le pastiglie di solito risultano più efficaci dei gel. La rivista Consumer Report suggerisce inoltre di svuotare prima il cestello inferiore, evitando così che  l’acqua residua in tazze e bicchieri cada sulle stoviglie di quello inferiore. Mentre uno studio pubblicato su Environmental Research Communications rivela anche qual è il modo migliore per lavare i piatti da un punto di vista ambientale. Ebbene: è stato calcolato che pulirli a mano produce 5.620 chilogrammi di gas serra in  10 anni di lavaggio (32 coperti a settimana), mentre la lavastoviglie arriva ad «appena» 2.090 chilogrammi, cioè meno della metà. L’importante è evitare il pre-risciacquo e l’asciugatura a caldo, riducendo così le emissioni di gas serra dell’elettrodomestico rispettivamente del 3% e dell’11%.

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