La ragazza dei Parioli, il doc Sky sul caso della baby squillo


È un racconto intimo e tragico La ragazza dei Parioli, il documentario in due episodi di Simone Manetti sulla vera storia della baby squillo, finita nel giro della prostituzione a soli 14 anni. Una produzione Crime + Investigation, in onda stasera e domani alle ore 22.55 sul canale 119 di Sky.

Era il 2013, interrogata in Procura, Marianna dichiara: «Sono stata colta nel fatto. Mi prostituivo a scopo economico». Si apre con queste parole il racconto di una delle ragazzine che otto anni fa si prostituiva per i clienti della zona chic di Roma. Oggi Marianna, 23 anni, ha deciso di ripercorrere la sua storia e rivelare i retroscena della vicenda. E, oltre i confini del realismo e della denuncia, diventa una testimonianza importante per tutte le donne.

La ragazza dei Parioli

Vengono narrati i fatti, le indagini e i processi attraverso uno sguardo tutto al femminile. Ascoltando le protagoniste: Marianna, la madre Sabrina (condannata a sei anni per averla sfruttata ed uscita dal carcere solo quest’anno a giugno), e la nonna Sandra. Si ripercorrono le tappe di quel viaggio negli inferi che ha sconvolto un Paese. Cosa l’ha spinta? Come ha elaborato il dolore e quali sono state le conseguenze?

la ragazza dei parioli Marianna russotto

Marianna, protagonista de “La ragazza dei Parioli”. (Crime + Investigation).

La ragazza dei Parioli, la vera storia della baby squillo mette con le spalle al muro. Marianna ha ripreso in mano la sua vita dopo aver passato cinque anni in una comunità di recupero, seguendo un percorso di psicoterapia. Abituata alla solitudine, e lontana dalla famiglia, si diploma 90 su 100 all’istituto grafico pubblicitario. Emergono verità, punti di vista, scelte difficili e ricordi non sempre nitidi.

Ma soprattutto la presa di coscienza di Marianna, una nuova sicurezza e consapevolezza dopo la caduta. Oggi, che si è rialzata, lavora al banco gastronomia di un supermercato.

Le origini: nonna, madre e figlia

Una famiglia unita che si sgretola. Parla la nonna. Racconta la sua famiglia. La nascita dei figli, in un contesto di violenza verbale da parte del marito. Una vita difficile («forse non ho saputo difendere i miei figli. Non avevo al forza. Non sapevo cosa fare»). Scorrono le foto di Marianna con la mamma. Un legame forte, da amiche e confidenti. Il padre assente. Sparito. Tante liti. I ragazzi sono seguiti dagli assistenti sociali.

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Marianna mentre abbraccia la madre. (Crime +Investigation)

Dai 13 a 14 qualcosa cambia. Marianna sente meno il ruolo della madre. Non è più il suo punto di riferimento, e inizia la ribellione («faccio come dico io. Ero arrabbiata perché nessuno mi chiedeva come stati? Ti vedo strana»).

Le migliori amiche

Durante il liceo incontra la sua migliore amica. Nel 2013 vogliono partire per le vacanze estive, cercano insieme un lavoretto. È iniziato tutto così, volevamo solo andare a Ponza – racconta Marianna – e ci servivano soldi, volevamo fare le baby-sitter ma navigando in Internet abbiamo trovato un sito che spiegava come fare soldi facili».

L’amica incontra una persona che le dice devi solo spogliarti e basta, senza fare niente. Inizia a prostituirsi («la vedevo tutti i giorni, non era scossa e anche io iniziai a percepirla come una cosa normale, come se fosse un lavoretto estivo. E mi sono detta: che male c’è?»). Decide, così, di provare.

Marianna: «Il mio corpo in vendita per avere quello che voglio»

È il prezzo da pagare per avere quello che vuoi. Tanti soldi in mano. La prima volta, Marianna accompagna l’amica durante un incontro con un cliente.

Marianna oggi. (Crime + Investigation)

«Sapevo che lei aveva rapporti orali, non completi o neanche ci arrivava. Io sono andata lì senza pensare alle conseguenze. Senza aspettarmi nulla. Seduta, su una poltrona bianca, a guardare senza guardare. Immobile. Mi sentivo fuori luogo. C’era lei con questo uomo. Finito, le diede i soldi e poi andammo via».

Non si torna indietro

Marianna descrive la sua prima volta. Il senso di alienazione provato in quella stanza. «Mi ricordo che stavo sdraiata. Sopra avevo quest’uomo. Ero immobilizzata. Un nodo in gola, e nella testa dicevo non torni più indietro e te lo ricorderai per sempre. Mi sentivo usata. Invasa. Presa in giro. Manipolata. Mi ricordo la sua espressione brutta, e il senso di potere che aveva su di me. Ero completamente bloccata.»

Rimane solo la fisicità di Marianna. L’anima si stacca. Si sdoppia, e non sente più nulla: paura, felicità, amore, odio. Con i soldi può comprare vestiti, una macchinetta, cellulari e le sigarette. Rientrando a casa, dopo la prima volta, si guarda allo specchio («guardarmi in faccia significava ammettere che era stato orribile. Invece io avevo scelto di fare finta di niente. Ero apatica totalmente. Lo facevo perché ormai avevo iniziato e non potevo tornare indietro»).

baby parioli Alice Pagani e Benedetta Porcaroli

Alice Pagani e Benedetta Porcaroli protagoniste di “Baby”, serie Netflix ispirata agli eventi delle squillo dei Parioli. (Getty Images)

Lo stile di vita cambia. Marianna smette di andare a scuola. Tutto girava in torno alla prostituzione, fino a conoscere come cliente l’uomo che inizierà a organizzare gli appuntamenti approfittandosi di due minorenni. Cadute in una rete di sfruttatori senza scrupoli, tra imprenditori e professionisti della Roma bene.

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