Frida Kahlo, il film definitivo sulla donna oltre l’artista


Frida Kahlo, il documentario della regista Ali Ray al cinema solo oggi, domani il 24 novembre, racconta la parabola artistica e umana di una donna radicale, audace e unica nella storia.

Girato nella famosa Casa Azul (Casa Blu), a Città del Messico, ripercorre le tappe più importanti della sua esistenza: dall’incidente che la segnerà per la vita alla scoperta della passione per la pittura – fino all’incontro con l’amore (bello e maledetto) per Diego Rivera.

Frida Kahlo, il mito di stile e anticonformismo che influenza la moda

Molti i materiali: interviste, commenti ad esperti che l’hanno conosciuta personalmente e studiato il suo lavoro. Le sue lettere dove esprime fragilità e dolore. E il suo diario, nel quale disegna autoritratti surreali, parla dell’amore per Rivera, di politica, raccoglie pensieri e inquietudini.

Frida Kahlo: una donna in continua evoluzione

Il documentario è dunque un’immersione intima nella vita, e nell’arte, di una donna moderna, dalla personalità contraddittoria e molteplice. Perché Frida attraversa e trascende il tempo affrontando nei suoi quadri – prima di qualunque altro – tematiche come la disabilità, il corpo femminile, la fluidità di genere, di identità e il trasformismo.

In risalto la sua originalità con un’esplorazione delle sue opere, ma soprattutto il mistero di una donna dietro la creatività esplosiva dell’artista. Attraverso uno scavo nel profondo che consegna a tutti noi l’anima di Frida, che sulla tela dà voce ai tabù. Che illustra il suo mondo con un’arte viscerale, simbolica e colorata, dritta allo stomaco. Che insegna ad avere coraggio.

Frida Khalo film cinema

Una fotografia di Frida Khalo. (©Eva Alejandra Matiz and “The Leo Matiz Foundation”)

L’amore di Frida Kahlo per la pittura

Frida Kahlo nasce il 6 luglio 1907 nella cosmopolita e culturale Città del Messico. Il primo contatto con l’arte avviene attraverso il padre, pittore, fotografo e anche avido lettore. Studentessa brillante è indirizzata ad una carriera di medico, in una società estremamente maschilista e tradizionale.

Quando nel 1925 un autobus prende in pieno il tram su cui viaggiava, i lunghi mesi a letto – gravemente ferita – fanno riaccendere l’interesse che aveva da bambina per il disegno. E comincia a divorare libri su come dipingere.

Frida Kahlo al cinema

“Autoritratto con collana di spine e colibrì”, dipinto del 1940. (Photo © Bridgeman Images)

Nel suo primo autoritratto indossa un abito in velluto. Giovane donna seducente ed emancipata. Con quello sguardo che sarebbe diventato il suo tratto distintivo. La sua posa. Frida propone un tipo di bellezza alternativa e mette in discussione i costumi dell’epoca. 

Frida Kahlo e Diego Rivera: amore e arte

Iscritta al Partito Comunista, nel 1928 inizia a frequentare uno degli artisti più influenti della sua epoca, Diego Rivera, pittore di murales amico di Picasso e Modigliani.

Frida e Diego. (Getty Images)

Diego cambia artisticamente, politicamente e sentimentalmente la vita di Frida. Lei una rivoluzionaria libera e indipendente, lui pittore affermato e potente che ha dipinto lo spirito del popolo messicano. Si sposano infine nel 1929, Frida indossa l’abito di una domestica e nella foto del matrimonio sta fumando. «È come vedere sposare un elefante con una colomba», commenta perentoria sua madre.

Frida in difesa dei costumi della donna messicana

Successivamente all’unione cambia, trasforma modo di vestire stile di pittura. Quando la coppia si trasferisce negli Stati Uniti per lavoro, sceglie di indossare i costumi di Tehuantepec, dove le donne sono rinomate per la società matriarcale, la loro indipendenza, e dove la cultura preispanica indigena ha prosperato a dispetto di quella coloniale. Tutto in lei è una dichiarazione politica forte.

Frida Khalo

“La colonna spezzata”, dipinto nel 1944 poco dopo aver subito un intervento chirurgico alla colonna vertebrale. (Photo © Bridgeman Images)

A Detroit scopre di aspettare un bambino, ma lo perde. Nel quadro che l’ha resa famosa, Ospedale Henry Ford (il letto volante), racconta l’esperienza dell’aborto. Mostra la sua pancia gonfia e il sanguinamento vaginale. Un’immagine cruda, anti natività. Una donna nuda rappresentata non come un oggetto sessualizzato, ma come soggetto della sua storia. Frida sovverte i canoni e crea composizioni allegoriche d’impatto. La sua opera s’installa pienamente nel realismo magico («Io non sono surrealista, io dipingo i miei ricordi»).

«Sono quadri in cui si esalta la qualità femminile della resistenza. Realtà, crudeltà e sofferenza. Mai prima di allora una donna aveva messo tanta tormentata poesia su tela come Frida fece a Detroit», racconta Diego Rivera dalla sua auto biografia.

Liti, tradimenti e alcool

Tornati in Messico, Frida e Diego vanno a vivere in una casa, divisa in due, collegata da un ponte sul tetto. È l’anarchia di sentimenti. Adulteri, entrambi. Diego iniziò una relazione con Cristina, la sorella minore di Frida. Si separano. Frida cade in depressione e si consola con alcol e amanti. Lontana da Diego si sente uccisa dalla vita e i dipinti si fanno più crudi e violenti, come Qualche piccolo pugnale.

Frida Kahlo film al cinema

“Le due Frida”, 1939. (Photo © Bridgeman Images)

Poi la coppia si riconcilia, e quando ospitano il leader marxista Leon Trotsky, nel 1937, Frida intreccia con lui una storia d’amore segreta. Poi, nel 1939, lui le chiede il divorzio. Disperata e divisa, continua a dipingere, soprattutto autoritratti, tra fiumi di tequila e i problemi dii salute che la tormentano.

«Poiché il mio soggetto sono sempre stati i miei sentimenti e il mio stato d’animo, e i segni che la vita ha lasciato su di me, ho spesso oggettivato tutto ciò nei ritratti che faccio di me stessa, perché era il modo più sincero e reale di esprimere quello che sentivo», Frida in una lettera a Carlos Chavez. Nel 1940 si riconcilia con Rivera, e lo risposa. Lui le rimarrà accanto fino alla morte.

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